Failtè

FAILTE'

domenica 16 dicembre 2012

QUELLO CHE MI PASSA PER LA TESTA SU TOLKIEN – LO HOBBIT, UN FILM A LUNGO ATTESO (UNA MODESTA RECENSIONE)


Questa nuova rubrichetta si pone l'obiettivo, tra gli altri, di stimolare un po' di discussione tra i lettori del blog.
Infatti, qui, scriverò quello che mi passa per la testa ogni tanto su Tolkien, sulle sue opere o sul mondo in cui è vissuto, così, senza filtri stilistici, linguistici o moralistici e senza approfondimenti. Prevedo parecchi strafalcioni, e qualche cazzatona, ma ben vengano se stimoleranno una qualche forma di discussione, altrimenti pazienza.


Ho visto il film de Lo Hobbit di P.J.. L'ho visto in 3D. Andrò a vederlo in 2D, ma poco importa, non intendo addentrarmi su sentieri che non mi sono congeniali, come quelli della tecnica cinematografica che non conosco. Dal punto di vista della tecnica posso solo dire che, sino ad ora, avevo apprezzato il 3D solo per le animazioni e mai per i film, ma ora mi ricredo perché Lo Hobbit in 3D mi è piaciuto molto e trovo che tale tecnica abbia accresciuto il phatos e la godibilità dello spettacolo, senza stancare mai.
L'ho affrontato con grande trepidazione dopo anni di attesa. Mi aspettavo di dover scrivere fiumi di critiche, come fu per Il Signore degli Anelli, ma in fondo non è così.
In realtà il film mi è piaciuto molto e, dall'inizio, fino quasi al termine è stato un crescendo di piacevolezza.
Trovo che P.J. Abbia cercato di dare al film un tono di leggerezza, tipico della prima parte del romanzo. E questo è già apprezzabile e motivo di merito per il regista.
Peccato però che il buon P.J. abbia voluto guastare 2 ore e 50 minuti di buon film con gli ultimi, pessimi, 6 minuti. Ovviamente quando parlo di “guastare” o di “buon film” mi riferisco sempre all'aderenza del film all'opera di Tolkien. Adesso non aggreditemi, lo so che è solo un film e non un racconto, lo so che P.J. ci ha messo del suo e non dubito che abbia fatto del suo meglio e so benissimo che chi non ha letto il romanzo sarà rimasto probabilmente soddisfatto, ma su alcune cose non si può davvero transigere.
Vedrete di seguito che non mi soffermo su dettagli apparentemente insignificanti, che, anche se per me sono importanti, mi rendo conto che possano essere sacrificati per le logiche cinematografiche, ma su altre cose non si può e non si deve transigere, perché snaturano l'origine del film, ovvero il romanzo da cui è tratto e,di conseguenza, l'idea del suo autore.
Orbene, veniamo ai fatti, come ho detto il film mi è piaciuto nel suo complesso, e trovo alcune parti entusiasmanti. Posso soprassedere su alcune imprecisioni di poco conto (ce ne sono a decine che non starò a citare) e anche su altre un po' più importanti quali: l'aspetto poco nanesco (in senso tolkieniano per Lo Hobbit) di alcuni nani; sul fatto che un nano sia almeno apparentemente sessualmente ambiguo e il grande orco un cicisbeo (potrebbe anche dipendere dal doppiaggio, non saprei); sull'aspetto troppo serioso degli elfi di Granburrone; sul modo in cui Bilbo perde i bottoni e sul fatto che le aquile siano mute.
Posso soprassedere, con un po' di sforzo, anche su alcuni punti di maggior rilievo quali: la presenza un po' troppo pressante di Azog, che avrebbe dovuto essere morto e putrefatto e, quindi, eccessivamente presente nel film; sul ruolo improbabilmente protagonista di Bilbo con i Troll; sull'aspetto del povero Radagast, che, è vero, risulta simpatico e folkloristico anche se un po' patetico, ma pur sempre privo di qualsiasi dignità che, viceversa, non può mancare in un entità angelica quale è (pur se in grado di parlare con gli animali non per questo deve essere un animale egli stesso). Su un punto però non posso soprassedere, ed è un peccato che sia intervenuto a guastare il film proprio alla fine, come ho detto, dopo 2 ore e 50 di film davvero godibile: l'improbabile (per usare un eufemismo) intervento eroico di Bilbo in aiuto ti Thorin nella parte afferente il capitolo “Dalla padella nella brace”.
Ma perché P.J. deve sempre metterci del suo anche quando non serve a nulla. Bilbo non è mai eroico, almeno sino alla battaglia dei cinque eserciti, ovvero al suo epilogo.
Il racconto de “Lo hobbit” è proprio così: un racconto dove l'epicità degli eventi e l'eroicità dei personaggi cresce con l'avanzare del racconto e, a questo punto del racconto, Bilbo è pressappoco un codardo (possiamo dirlo senza offendere nessuno).
Bilbo si dimostrerà abbastanza coraggioso con i ragni di Bosco atro, abbastanza scaltro e fortunato con gli Elfi silvani, ancora certamente coraggioso, anche se altrettanto certamente incosciente con Smaug, ma quasi sempre abbastanza imbranato e certamente, mai eroico, almeno, come ho detto, fino alla fine del romanzo, prima della battaglia dei cinque eserciti (anche se, a mio avviso, in questo caso si dimostra più diplomatico che eroico, ma su questo si può discutere).
Ma come ti viene in mente caro P.J. di far balzare il povero e piccolo Bilbo impaurito contro un orco come Azog (che, tra l'altro, come ho detto, doveva essere uno zombie) armi in pugno. E' impossibile. Bilbo, non lo avrebbe mai fatto a questo punto del suo viaggio, è più probabile che si sarebbe rintanato in un buco tremante e gemente.
Apparentemente non si capisce che bisogno ci fosse di tutto ciò. Nessuno! Azzardo l'unica spiegazione che riesco a darmi: il film stava progredendo benissimo, ma, probabilmente, dovendo rendere digeribile l'interruzione della vicenda nel malo modo in cui si interrompe, in quanto la prima parte del film stava volgendo al termine senza una fine vera a e propria (perchè parliamoci chiaro non è un racconto da tramutare in una trilogia) P.J. ha pensato bene di buttarci dentro una bella scena epica ed eroica, forse per invogliare gli spettatori a vedere quali gesta altrettanto eroiche compirà Bilbo nella seconda e nella terza parte del film. Può essere, ma, secondo me, si tratta comunque di una operazione del tutto inutile oltre che fastidiosa ed irritante.
Infine, per quanto riguarda gli elogi, oltre a quelli generali che ho già fatto, trovo molto belle e spettacolari le scene riguardati in nani a casa Baggins, la fuga dalle caverne degli orchi e la scena dagli indovinelli nell'oscurità. Per la cronaca: Gollum-Serkis sempre grandiosi e, senza tema di offendere qualche fan accanito di Musy (indiscutibilmente bravissimo, ma morto), trovo che il lavoro di Proietti sia stato davvero ottimo e non faccia rimpiangere il suo predecessore.


Chissà cosa mi passerà per la testa domani.....


CITAZIONE DELLA SETTIMANA: Loki Bound


«Il mio Loki non era soltanto malizioso. Ce l'aveva con Odino perchè Odino aveva creato il mondo nonostante Loki lo avesse chiaramente avvertito che si trattava di una inutile crudeltà. Perchè le creature avrebbero dovuto portare il peso di un esistenza che non hanno chiesto? Il nodo principale del mio dramma era la trieste saggezza di Loki contrapposta alla brutale ortodossia di Thor. Odino era più simpatico; per lo meno, capiva quello che Loki voleva dire, e tra i due c'era stata una vecchia amicizia, prima che la politica cosmica li dividesse. Il vero malvagio era Thor, Thor con ilsuo martello e le sue minaccie, che cercava in continuo di aizzare Odino contro Loki e accusava Loki di non rispettare abbastanza gli dei; al che Loki replicava
Rispetto la saggezza e non la forza
Thor era in effetti, il simbolo dei baroni; ma allora non me ne rendevo conto con la stessa chiarezza di oggi. Loki era una proiezione di me stesso; esprimeva quel senso di pedante superiorità con la quale io cominciavo purtroppo a ripagarmi della mia infelicità».


C. S. Lewis in “Sorpreso Dalla Gioia – I primi anni della mia vita – La storia di una conversione”, prima edizione italiana:  Jaca Book, Milano, 1981


TOLKIEN IN FORMA DI HAIKU (O TANKA) – XLV PUNTATA


Haiku

Il Grande Orco

Con gran sorpresa,
arrogante e spavaldo,
perse la testa.


Thorin (2012)



IL SIGNIFICATO DEI “LEGAMI” NELLA TERRA DI MEZZO


IL SIGNIFICATO DEI “LEGAMI” NELLA TERRA DI MEZZO


Di Enrico Imperatori
Pubblicato su: Endore n° 14, 2012 (www.endore.it)

Ottava Parte


«Sono particolarmente fortunato ad avere un amico come te. Sento, se posso dire una cosa simile, che il nostro rapporto è simile a quello di Rohan e Gondor, e (come sai) da parte mia il patto di Eorl non sarà mai spezzato, e io continuerò sempre ad aver fiducia e a essere grato per la cortesia e la saggezza di Minas Tirith.»
Ronald Tolkien,
lettera a Rayner Unwin, 21 luglio 1967




7. LEGAMI CON GLI ANIMALI


In conclusione, si tratterà dei legami con gli animali, che ne Il Signore degli Anelli ricorrono sovente.
Nel Libro II – Capitolo II (Il consiglio di Elrond) si affronta un interessante tema, frequente nei capitoli seguenti, quello che esiste tra i Cavalieri di Rohan ed i propri cavalli.
Un rapporto di rispetto ed amore molto intenso e particolare per i loro destrieri che, ancorché loro sottoposti, trattano come veri e propri amici fedeli.
«Quel ch'è certo.», disse Boromir, «è che non compreranno le proprie vite con i cavalli. Amano i loro cavalli quasi quanto i loro congiunti;......» ”. 1
Addirittura, come detto, i loro cavalli non divengono oggetto di scambio nemmeno quando in palio c'è la vita o la morte. Si badi che non si tratta di una forma di semplice animalismo come potrebbe essere inteso secondo il significato moderno del termine, quanto, piuttosto, un rapporto complesso fatto di rispetto e dipendenza tra nobili ed incorruttibili compagni d'arme:
«........ poiché i destrieri del Riddermark vengono dai campi del nord, lontani dall'ombra, e la loro razza, come quella dei padroni, discende dai liberi giorni dei tempi passati.» ”. 2
Nel Libro II – Capitolo III (L'Anello va a sud) si evidenzia il legame di fedeltà tra Sam ed il suo pony (Bill). Unione tra un individuo semplice, ed un animale altrettanto semplice. Dotati entrambi di sentimenti semplici e puri, e accomunati da un comune senso del dovere. In “antitesi”, anche se forse non voluta dall'autore, con il legame altisonante tra uomini nobili ed animali altrettanto nobili: i Cavalieri di Rohan ed i loro destrieri.
“«Quell'animale sa quasi parlare», disse, «e parlerebbe se rimanesse ancora un po' di tempo qui. Mi ha lanciato uno sguardo esplicito quanto le parole del signor Pipino: “Se non mi prendi con te, Sam, ti seguirò per conto mio” » Fu così che Bill partì quale bestia da soma, eppure di tutta la compagnia era l'unico a non aver l'aria depressa”. 3
Nel Libro II – Capitolo IV (Un viaggio nell'oscurità) si tratta ancora del legame tra Sam ed il suo pony (Bill) al momento della loro separazione forzata.
“«......Dovrai scegliere tra Bill e il tuo padrone» «Seguirebbe il signor Frodo sin nel covo di un drago, se ve lo conducessi», protestò Sam”. 4
Ne Le Due Torri, vi è un passo che ancora una volta ben rappresenta il legame tra i cavalli e i Cavalieri di Rohan, ma chiarisce anche il rapporto tra i cavalli e le altre razze principali della terra di mezzo, elfi e nani, ovvero:
“......Grande fu la meraviglia egli uomini di Éomer, e molti gli sguardi cupi e dubbiosi, quando egli ordinò che i cavalli disponibili fossero dati agli stranieri [Aragorn, Legolas e Gimli]; ma Éothain fu l'unico che osasse parlare apertamente. «Capisco ancora che tu li dia a questo sire che dice di appartenere alla stirpe di Gondor», obiettò, «ma si è mai sentito dire di un cavallo del Mark affidato a un Nano?». «No mai» disse Gimli. «E non preoccuparti :nessuno mai lo sentirà dire. Meglio camminare che stare seduti in groppa a una bestia così grande....»” E ancora: “Legolas chiese che fossero tolte sella e redini. «Non ne ho bisogno», disse, e con un agile balzo fu in groppa: con somma meraviglia di tutti, Arod si mostrò mansueto e condiscendente con il nuovo padrone, obbedendo alla minima parola di comando: tale infatti era la maniera elfica di trattare tutti i bravi animali .” 5
Sempre da Le Due Torri, vi è una citazione che ben rappresenta il legame particolare che esiste tra Gandalf e il suo cavallo Ombromanto. In effetti non si tratta di un legame comune tra un uomo ed un animale, ma, bensì, di un legame tra una divinità e un cavallo di nobilissima stirpe. Tale legame si rivelerà determinante nel prosieguo della narrazione in quanto, come vedremo, solo i cavalli più nobili, legati ai loro condottieri da sentimenti di fierezza e fedeltà, saranno in grado di opporsi senza timore ai destrieri dei “signori del male”.
«Sono tre», disse Legolas guardando fisso la pianura. «Guardate come corrono! C'è Hasufel, e al suo fianco il mio amico Arod! Ma ne scorgo uno cavalcare innanzi: un cavallo assai grande. Mai ne ho veduto uno simile». «E mai più lo vedrai», disse Gandalf. «Quello è Ombromanto, il capo dei Mearas, principi dei cavalli, e nemmeno Théoden, Re di Rohan, conobbe mai un destriero così bello. Miratelo scintillare come argento e galoppare liscio come un fiume che scorre veloce! Viene per me: è il cavallo del Cavaliere Bianco. Combatteremo insieme»”. 6





1 Il Signore degli Anelli, La Compagnia dell’Anello, Libro II – Capitolo II (Il consiglio di Elrond)”.
2 Il Signore degli Anelli, La Compagnia dell’Anello, Libro II – Capitolo II (Il consiglio di Elrond)”.
3 J.R.R. Tolkien, Il Signore degli Anelli, La Compagnia dell’Anello, Libro II – Capitolo III (L'Anello va a sud)”.
4 J.R.R. Tolkien, Il Signore degli Anelli, La Compagnia dell’Anello, Libro II – Capitolo IV (Un viaggio nell'oscurità)
5 J.R.R. Tolkien, Il Signore degli Anelli, Le Due Torri Libro III – Capitolo II (I Cavalieri di Rohan)
6 J.R.R. Tolkien, Il Signore degli Anelli, Le Due Torri Libro III – Capitolo V (Il Cavaliere Bianco)

BIBLIOGRAFIA TOLKIENIANA XLV PARTE


Eccoci all’appuntamento settimanale con la bibliografia. Terminato il ciclo delle opere di Tolkien, e di quelle a lui dedicate, pubblicate in Italia, e ad Oxford sino ad oggi, nonché le opere e le poesie scritte, edite, tradotte o con contributi di Tolkien pubblicate in Gran Bretagna, iniziamo oggi la bibliografia relativa alle opere e poesie scritte, edite, tradotte o con contributi di Tolkien, pubblicate negli U.S.A.
Proseguiamo con il periodo compreso tra il 1990 ed il1991.
La mia bibliografia completa (non solo Italiana) relativa al periodo dal 1966 al 2000 è inclusa nell'interessantissimo libro: "Introduzione a Tolkien" a cura di Franco Manni con illustrazioni di Lorenzo G. Daniele.
Simonelli Editore Milano http://www.simonel.com/ - ISBN 88-86792-39-5 - Pagine 492 - € 25,00
NB: La bibliografia più completa, di tutto ciò che riguarda Tolkien, viene pubblicata periodicamente sulla rivista Endore -
http://www.endore.it/, sempre a cura del nostro instancabile Franco Manni


BIBLIOGRAFIA
1990, THE COMPLETE GUIDE TO MIDDLE-HEARTH: FROM THE HOBBIT TO THE SILMARILLION, Ballantine Books - New York.

1990, J.R.R. TOLKIEN: THE HOBBIT AND THE COMPLETE LORD OF THE RINGS, THE FELLOWSHIP OF THE RING, THE TWO TOWERS, THE RETURN OF THE KING, in cofanetto, Ballantine Books - New York.

1990, BILBO'S LAST SONG, edizione economica, illustrazioni di Pauline Baynes, 32 pp. , 25.4 x 20.0 cm., Dragonfly Books - Alfred A. Knopf, New York.

1990, BILBO'S LAST SONG, illustrazioni a colori di Pauline Baynes, 32 pp. , 25.3 x 20.3 cm., 10.000 copie stampate, Houghton Mifflin Company, Boston.

1990, THE WAR OF THE RING, edito da Christopher Tolkien, illustrato da Alan Lee, xii, 484 pp. , 21.9 x 14.0 cm., 18.500 copie stampate, Houghton Mifflin Company, Boston.

1990, THE J.R.R. TOLKIEN CALENDAR, disegni di Ted Nasmith, Ballantine Books, New York.

1991, THE FATHER CHRISTMAS LETTERS, edito da Baillie Tolkien, illustrato, Houghton Mifflin Company, Boston.

1991, FARMER GILES OF HAM, nuova edizione, illustrato da Roger Garland, xii, 84 pp., 19.6 x 12.9 cm., 5000 copie stampate, Houghton Mifflin Company, Boston.

1991, SMITH OF WOTTON MAJOR, illustrazioni di Roger Garland, x, 86 pp. , 19.6 x 12.9 cm., 5.000 copie stampate, Houghton Mifflin Company, Boston.

1991, THE ADVENTURES OF TOM BOMBADIL, illustrazioni di Roger Garland, xiv, 82 pp. , 19.6 x 12.9 cm., 5.000 copie stampate, Houghton Mifflin Company, Boston.

1991, THE LORD OF THE RINGS, edizione commerciale, illustrazioni di Alan Lee, 1200 pp. , 24.5 x 16.2 cm., 25.000 copie stampate, Houghton Mifflin Company, Boston.

1991, THE LORD OF THE RINGS, edizione limitata, illustrazioni di Alan Lee, 250 copie stampate, Houghton Mifflin Company, Boston.

1991, THE J.R.R. TOLKIEN CALENDAR, disegni di John Howe, Ballantine Books, New York.


lunedì 26 novembre 2012

CITAZIONE DELLA SETTIMANA: Vanagloria


«A onor del vero, più si diventa vecchi e più ci si accorge che Aristotele e gli altri filosofi antichi erano dei veri saggi; io stesso, nella mia vita, ho cercato gloria e riconoscimenti, ma alla fine del mio percorso posso dichiarare, con la mano sul cuore, che non esiste nessuna gloria (neppure la stessa vita) valevole di essere acquisita e tenuta a prezzo della rinuncia alla propria dignità.».


Il signore di Ballantrae in “Il signore di Ballantrae”, di Robert. L. Stevenson, prima edizione italiana: Edizione Rosa e Ballo Editori, Milano, 1944





BIBLIOGRAFIA TOLKIENIANA XLIV PARTE


Eccoci all’appuntamento settimanale con la bibliografia. Terminato il ciclo delle opere di Tolkien, e di quelle a lui dedicate, pubblicate in Italia, e ad Oxford sino ad oggi, nonché le opere e le poesie scritte, edite, tradotte o con contributi di Tolkien pubblicate in Gran Bretagna, iniziamo oggi la bibliografia relativa alle opere e poesie scritte, edite, tradotte o con contributi di Tolkien, pubblicate negli U.S.A.
Proseguiamo con il periodo compreso tra il 1988 ed il1989.
La mia bibliografia completa (non solo Italiana) relativa al periodo dal 1966 al 2000 è inclusa nell'interessantissimo libro: "Introduzione a Tolkien" a cura di Franco Manni con illustrazioni di Lorenzo G. Daniele.
Simonelli Editore Milano http://www.simonel.com/ - ISBN 88-86792-39-5 - Pagine 492 - € 25,00
NB: La bibliografia più completa, di tutto ciò che riguarda Tolkien, viene pubblicata periodicamente sulla rivista Endore -
http://www.endore.it/, sempre a cura del nostro instancabile Franco Manni


BIBLIOGRAFIA
1988, THE TWO TOWERS, BEING THE SECOND PART OF THE LORD OF THE RINGS, edizione economica, riveduta, illustrazioni dell’ autore, 360 pp., 20.9 x 13.5 cm., 40.000 copie stampate, Houghton Mifflin Company, Boston.

1988, THE 1988 J.R.R TOLKIEN CALENDAR, immagini di Roger Garland, John Howe e Ted Nasmith, Ballantine Books, New York.

1988, THE ANNOTATED HOBBIT, edizione annotata, introduzione e note di Douglas A. Anderson, illustrato dall’ autore, xii, 340 pp. , 27.7 x 21.6 cm., 30.000 copie stampate, Houghton Mifflin Company, Boston.

1988, THE FELLOWSHIP OF THE RING, BEING THE FIRST PART OF THE LORD OF THE RINGS, edizione economica, riveduta, illustrazioni dell’ autore, viii, 424 pp. , 20.9 x 13.5 cm., 40.000 copie stampate, Houghton Mifflin Company, Boston.

1988, THE HOBBIT or There and Back Again, nuova edizione, xiv, 306 pp., 17.4 x 10.5 cm, Ballantine Books - New York.

1988, THE LAYS OF BELERIAND, edito da Christopher Tolkien, edizione economica, illustrato, vi, 394 pp. , 21.9 x 13.8 cm., 7.500 copie stampate, Houghton Mifflin Company, Boston.

1988, THE RETURN OF THE KING , BEING THE THIRD PART OF THE LORD OF THE RINGS, edizione economica, riveduta, illustrazioni dell’ autore, 456 pp. , 20.9 x 13.5 cm., 40.000 copie stampate, Houghton Mifflin Company, Boston.

1988, THE RETURN OF THE SHADOW, edito da Christopher Tolkien, illustrato da Alan Lee, x, 502 pp. , 22.1 x 14.1 cm., 20.000 copie stampate, Houghton Mifflin Company, Boston.

1988, TOLKIEN A BIOGRAPHY, edizione economica, di Humphrey Carpenter, illustrato con fotografie, xii, 292 pp. , 20.8 x 13.9 cm., 7.500 copie stampate, Houghton Mifflin Company, Boston.

1988, UNFINISHED TALES OF NUMENOR AND MIDDLE EARTH, edito da Christopher Tolkien; introduzione, commento e indice di Christopher Tolkien, xiv, 498 pp. , 17.5 x 10.5 cm., Ballantine Books - New 
York.

1988, THE J.R.R. TOLKIEN CALENDAR, disegni di Ted Nasmith, John Howe, Roger Garland e J.R.R. Tolkien, Ballantine Books, New York.

1989, A TOLKIENTREASURY: STORIES, POEMS, AND ILLUSTRATIONS CELEBRATING THE AUTOR AND HIS WORLD, contiene saggio di W.H. Auden, edito da Alida Becker, illustrazioni di Michael Green, illustrazioni a colori di Tim Kirk, 192 pp. 31 cm., Courage Books, Philadelphia, Pa.

1989, OLIPHAUNT , illustrato da Hank Hinton, 12 pp., 15 cm., Contemporary Book, Chicago.

1989, THE HOBBIT or There and Back Again, edizione economica, illustrata da Michael Hague, x, 294 pp. 25.2 x 19.7 cm., 20.000 copie stampate, Houghton Mifflin Company, Boston.

1989, THE HOBBIT, edizione a fumetti, tre volumi, illustrato da David Wenzel, adattato da Charles Dixon e Sean Deming, , Eclipse Books, Forestville, California.

1989, THE HOBBIT, edizione a fumetti, un volume, illustrato da David Wenzel, adattato da Charles Dixon e Sean Deming, , Eclipse Books, Forestville, California.

1989, THE LONELY MOUNTAIN, ristampa del poster del 1974 nel testo: “ A Tolkien Treasury, Courage Books, Philadelphia.

1989, THE TREASON OF ISENGARD, edito da Christopher Tolkien, illustrato da Alan Lee, viii, 504 pp. , 22.1 x 14.1 cm., 12.500 copie stampate, Houghton Mifflin Company, Boston.

1989, TREE AND LEAF, include il poema “ Mythopoeia “, con introduzione di Christopher Tolkien, ii, 110 pp. , 20.2 x 12.6 cm., 4000 copie stampate, Houghton Mifflin Company, Boston.

1989, THE J.R.R. TOLKIEN CALENDAR, disegni di Roger Garland, Ballantine Books, New York.


TOLKIEN IN FORMA DI HAIKU (O TANKA) – XLIV PUNTATA


Haiku

Attraverso il Portone

Con un sol balzo
e spargendo i bottoni
rivide il sole.


Thorin (2012)



QUELLO CHE MI PASSA PER LA TESTA SU TOLKIEN


Questa nuova rubrichetta si pone l'obiettivo, tra gli altri, di stimolare un po' di discussione tra i lettori del blog.
Infatti, qui, scriverò quello che mi passa per la testa ogni tanto su Tolkien, sulle sue opere o sul mondo in cui è vissuto, così, senza filtri stilistici, linguistici o moralistici e senza approfondimenti. Prevedo parecchi strafalcioni, e qualche cazzatona, ma ben vengano se stimoleranno una qualche forma di discussione, altrimenti pazienza.

Diciassette giorni alla tanto attesa uscita del film de “Lo Hobbit”. La trepidazione comincia a farsi sentire. Cosa aspettarsi dopo un anno di trailers, commenti, interviste che hanno condizionato in qualche modo la nostra attesa infocando le discussioni ed i forum.
No so dire, non so cosa aspettarmi, mi auguro di poter veder un buon film, piacevole ed evocativo, che non si pieghi troppo alle logiche hollywoodiane (anche se, a mio avviso, l'aspetto dei nani non lascia intravedere nulla di buono) e faccia onore alla penna del nostro amato professore, che, almeno nel caso dello Hobbit, ha voluto scrivere un meraviglioso racconto per ragazzi (dei suoi tempi). Un raconto pieno di significati e di pensieri profondi, perchè Tokien infondeva un po' della sua profondità in ogni cosa che scriveva, ma pur sempre un libro per ragazzi e non per teneger più o meno vampirizzati o licantropizzati dei nostri tempi. Speriamo in bene. Il giudizio è sospeso, ma ci sentiremo presto.....

Chissà cosa mi passerà per la testa domani.....

IL SIGNIFICATO DEI “LEGAMI” NELLA TERRA DI MEZZO


Di Enrico Imperatori
Pubblicato su: Endore n° 14, 2012 (www.endore.it)

Settima Parte


«Sono particolarmente fortunato ad avere un amico come te. Sento, se posso dire una cosa simile, che il nostro rapporto è simile a quello di Rohan e Gondor, e (come sai) da parte mia il patto di Eorl non sarà mai spezzato, e io continuerò sempre ad aver fiducia e a essere grato per la cortesia e la saggezza di Minas Tirith.»
Ronald Tolkien,
lettera a Rayner Unwin, 21 luglio 1967




6. LEGAMI INTESI COME ALLEANZE

In primis, nel Libro II – Capitolo II (Il consiglio di Elrond), si racconta il legame tra popoli, al fine di raggiungere un comune obiettivo, nel caso in specie il concetto di “alleanza” militare. Si narra dell'ultima alleanza tra Elfi e Uomini, quando Sauron fu sconfitto in battaglia e il suo spirito disperso.
Ma furono assaliti da Sauron di Mordor, e si unirono nell'ultima alleanza di Elfi e Uomini, e le schiere di Gil-galad e di Elendil si radunarono ad Arnor”. 1
Invece, nel Libro II – Capitolo III (L'Anello va a sud) si narra poi del legame inteso come alleanza, sempre finalizzata a raggiungere un comune obiettivo, ma non in maniera necessariamente militare. In particolare si parla di alleanze quando si costituisce la compagnia dell'Anello.
«Nove saranno i membri della Compagnia dell'Anello, ed i Nove Viandanti si opporranno ai Nove Cavalieri che sono malvagi.»”. 2
Inoltre, sempre nel Libro II si narra della (follemente) lucida richiesta di Saruman, ormai corrotto al desiderio di potere (divenuto ormai da bianco a multicolore), a Gandalf, di allearsi all'Oscuro Signore:
Ho detto noi, perché così sarà se ti unirai a me. Una nuova Potenza emerge. Inutili sarebbero contro di essa i vecchi alleati e l'antico modo d'agire. Non vi è più alcuna speranza per gli Elfi, o per i Numenoreani morenti. Questa è dunque la scelta che si offre a te, a noi: allearci alla Potenza. Sarebbe una cosa saggia, Gandalf, una via verso la speranza. La vittoria è ormai vicina, e grandi saranno le ricompense per coloro che hanno prestato aiuto. Con l'ingrandirsi della potenza anche i suoi amici fidati s'ingigantiranno; ed i Saggi, come noi, potrebbero infine riuscire a dirigerne il corso, a controllarlo”,. 3
L'inutile lusinga di una via per il potere, che Gandalf (ancora il grigio), ovviamente, non potrà e non vorrà accettare. Gandalf sa infatti leggere nelle parole adulatrici di Saruman, l'ambizione assoluta e la ricerca esclusiva del potere, e conosce che l'unico mezzo per raggiungere tale fine è l'utilizzo dell'Anello del potere, ma sa anche, fin troppo bene, che tale scelta è distruttiva e non porterà che ad un cambio della guardia nel tentativo di dominio del mondo.
Quindi di una nuova alleanza di popoli liberi, uniti contro il malvagio potere crescente, “legati” dal comune intento di guidare, aiutare e proteggere il portatore dell'Anello.
«Gli altri rappresenteranno i rimanenti Popoli Liberi della Terra: Elfi, Nani e Uomini.»”. 4
Ne Il Ritorno del Re si rinsalda l'antico legame, ovvero l'antica alleanza, tra i regni di Gondor e Rohan. Un patto di mutuo soccorso che all'alba di una nuova guerra ridiviene attuale dopo lunghi anni di pace (più o meno armata). Come vedremo non servono suggelli formali a tale alleanza, carte bollate, e riunione di gabinetto, ma la sola urgenza e necessità basta a muovere i re e i condottieri, contro il comune nemico:
Il destino del nostro tempo si deciderà lì innanzi alle mura di Minas Tirith, e se non riusciamo ad arrestare lì la marea, essa inonderà tutte le fertili pianure di Rohan, e persino in questo Forte riparato dalle colline non vi sarà salvezza». «Tetre notizie sono queste», disse Théoden, «eppure in parte previste. Ma di' a Denethor che anche se Rohan non corresse alcun pericolo, esso verrebbe tuttavia in suo aiuto.” 5


1 J.R.R. Tolkien, Il Signore degli Anelli, La Compagnia dell’Anello, Libro II – Capitolo II (Il consiglio di Elrond)
2 J.R.R. Tolkien, Il Signore degli Anelli, La Compagnia dell’Anello, Libro II – Capitolo III (L'Anello va a sud)
3 J.R.R. Tolkien, Il Signore degli Anelli, La Compagnia dell’Anello, Libro II – Capitolo II (Il consiglio di Elrond)
4 Il Signore degli Anelli, La Compagnia dell’Anello, Libro II – Capitolo III (L'Anello va a sud)
5 Il Signore degli Anelli, Il Ritorno del Re Libro V – Capitolo III (L'Adunata di Rohan)”.



sabato 10 novembre 2012

Da quando è stata resa nota la prima foto dei nani del film de "Lo Hobbit" mi sono permesso di dire che, a mio avviso, l'aspetto dei nani era troppo poco tolkieniano.
Sono entrato in pochissime discussioni pubbliche su tale tema che, come potrete immaginare, ha tenuto banco in tutti i forum e su tutti i siti specialistici con dottissime argomentazioni, perché non avevo voglia di discutere con una pletora di super esperti di nani. Gente che ha attinto pochissime informazioni dagli scritti di Tolkien e moltissime da quelle dei vari critici, autori specialisti, disegnatori e ....proprie.
In realtà Tolkien non ha mai disegnato i Nani di suo pugno e non ha scritto molto su tale razza, quantomeno sui tratti fisici, almeno non quanto ha scritto sugli elfi o sugli uomini.
Quindi, ogni uno, si è sentito in diritto ed, addirittura, ha sentito il dovere di descrivere esattamente la fisionomia precisa dei nani, legandola, con grande cognizione di causa, a complicate questioni genetiche e araldiche.
Personalmente, ritengo solo che lo Hobbit nasce come racconto per ragazzi dove i nani vengono descritti con barbe e cappucci multicolori e, quindi, pur conoscendo quanto scritto da Tolkien sui nani ne Lo Hobbit e nel Silmarillion  e pur riconoscendo la necessità di PJ di fare un film con nani accattivanti e molto glamour, personalmente non credo arriverò mai ad amarli così come sono stati proposti, perché nel mio immaginario di lettore tolkieniano, i nani, pur se coraggiosi ed eroici (tralasciamo i lati negativi che Tolkien ha inserito a profusione nei suoi scritti) de "Lo Hobbit" dovrebbero essere rustici, goffi, piccoli, brutti e, soprattutto, barbuti.
Ora concluderò con qualcosa di certamente impopolare: anche se Tolkien odiava Walt Disney e i nani di Biancaneve, nel mio immaginario i nani de Lo Hobbit sono (solo di aspetto, beninteso) molto più simili a quelli di Biancaneve che a quelli di PJ.
Credo che PJ avrebbe fatto meglio ad ispirarsi al suo Gimli e, così, avrebbe accontentato (pia illusione)  più o meno tutti.
Buona notte!




"Gandalf? Si è così che mi chiamavano, Gandalf il grigio, era quello il mio nome. Io sono Gandalf il Bianco e ritorno da voi ora al mutare della marea.
Una fase del vostro viaggio è terminata, un'altra inizia, la guerra è giunta a Rohan, dobbiamo andare a Edoras di volata . . . . . . ."


Eccomi, a quasi sette mesi dal mio ultimo accesso, torno. Quasi sette mesi è l'età della mia radiosa figlia Beatrice Yavanna Kementári e non nego che in questo periodo ho avuto altro da fare, ma adesso  rieccomi qui con rinnovato entusiasmo.

Perdonate l'uso certamente improprio della citazione di Gandalf ma mi è parsa carina.


Manca pochissimo all'uscita de "Lo Hobbit" e siamo tutti, almeno noi tolkienani doc, in fibrillazione  e frmente attesa e non potevo esimermi da riaprire anticipatamente il blog nell'attesa di postare gli inevitabili commenti al film. 

Con ciò riprenderò anche le mie rubriche storiche.

Una abbraccio a tutti!




venerdì 13 aprile 2012

CITAZIONE DELLA SETTIMANA: Giovani conservatori

«Si pensa comunemente che di solito i conservatori siano i vecchi, e che gli innovatori siano i giovani. Ciò non è del tutto vero. Il più delle volte, conservatori sono i giovani. I giovani, che han voglia di vivere ma che non pensano e non hanno il tempo di pensare a come si debba vivere, e che perciò si scelgono come modello quel genere di vita che v'era prima di loro.».


Lev Tolstoj in “Il diavolo, in La morte di Ivan Il'ic e altri racconti”, Oscar Mondadori, Milano, 1999



BIBLIOGRAFIA TOLKIENIANA XLIII PARTE

Eccoci all’appuntamento settimanale con la bibliografia. Terminato il ciclo delle opere di Tolkien, e di quelle a lui dedicate, pubblicate in Italia, e ad Oxford sino ad oggi, nonché le opere e le poesie scritte, edite, tradotte o con contributi di Tolkien pubblicate in Gran Bretagna, iniziamo oggi la bibliografia relativa alle opere e poesie scritte, edite, tradotte o con contributi di Tolkien, pubblicate negli U.S.A.
Proseguiamo con il periodo compreso tra il 1985 ed il1987.
La mia bibliografia completa (non solo Italiana) relativa al periodo dal 1966 al 2000 è inclusa nell'interessantissimo libro: "Introduzione a Tolkien" a cura di Franco Manni con illustrazioni di Lorenzo G. Daniele.
Simonelli Editore Milano http://www.simonel.com/ - ISBN 88-86792-39-5 - Pagine 492 - € 25,00
NB: La bibliografia più completa, di tutto ciò che riguarda Tolkien, viene pubblicata periodicamente sulla rivista Endore -
http://www.endore.it/, sempre a cura del nostro instancabile Franco Manni


BIBLIOGRAFIA
1985, J. R. R. TOLKIEN'S LETTERS TO RHONA BEARE, di J.R.R. Tolkien, 20 pp. , 21.6 x 17.9 cm., 95 copie stampate,  The New England Tolkien Society,  St. Louis – MO.


1985, THE HOBBIT or There and Back  Again, di J.R.R. Tolkien, nuova edizione, illustrato dall’ autore, 256 pp.  20.3 x 13.8 cm., Houghton Mifflin  Company,  Boston.


1985, THE LAYS OF BELERIAND, di J.R.R. Tolkien, edito da Christopher Tolkien, illustrato,  vi, 394 pp. , 22.0 x 14.1 cm., 20.000 copie stampate, Houghton Mifflin  Company,  Boston.


1985, THE J.R.R. TOLKIEN CALENDAR, disegni di Inger Edelfeldt, Ballantine Books, New York


1986, THE  TWO TOWERS, BEING THE SECOND PART OF THE LORD OF THE RINGS, di J.R.R. Tolkien, ristampa edizione club, illustrazioni dell’ autore,   352 pp., 20.8 x 13.7 cm.,   Houghton Mifflin  Company,  Boston.


1986, THE BOOK OF LOST TALES, PART ONE, edito da Christopher Tolkien, edizione economica, illustrato,  vi, 298 pp. , 22.1 x 14.2 cm., 20.000 copie stampate, Houghton Mifflin  Company,  Boston.


1986, THE BOOK OF LOST TALES, PART TWO, di J.R.R. Tolkien, edito da Christopher Tolkien, edizione economica, illustrato,   vi, 26 - 392 pp. , 21.9 x 14.0 cm., 12.500 copie stampate, Houghton Mifflin  Company,  Boston.


1986, THE FELLOWSHIP OF THE RING, BEING THE FIRST PART OF THE LORD OF THE RINGS, di J.R.R. Tolkien, ristampa edizione club, illustrazioni dell’ autore,  448 pp. , 20.8 x 13.7 cm.,  Houghton Mifflin  Company,  Boston.


1986, THE RETURN OF THE KING , BEING THE THIRD PART OF THE LORD OF THE RINGS, di J.R.R. Tolkien, ristampa edizione club, illustrazioni dell’ autore,   448 pp. , 20.8 x 13.7 cm., Houghton Mifflin  Company,  Boston.
1986, THE SHAPING OF MIDDLE-EARTH, di J.R.R. Tolkien, edito da Christopher Tolkien, illustrato,  viii, 390 pp. , 22.0 x 14.2 cm., 17.500 copie stampate, Houghton Mifflin  Company,  Boston.


1986, THE SHAPING OF MIDDLE-EARTH, di J.R.R. Tolkien, edito da Christopher Tolkien, illustrato da John Howe, edizione economica, Del Rey.


1987, J.R.R. TOLKIEN: “ DRAWINGS, WATERCOLORS AND MANUSCRIPTS FROM THE HOBBIT “, poster per l’ esibizione, Haggerty Museum of Art , Marquette University, Milwaukee – Wisconsin.


1987, J.R.R. TOLKIEN: THE HOBBIT DRAWINGS, WATERCOLORS, AND MANUSCRIPTS, catalogo di una esposizione con descrizione e riproduzione  di cartoline e disegni da: “ Lo Hobbit “, Patrick & Beatrice Haggerty Museum of Art, Marquette University, Milwaukee – Wisconsin.


1987, THE  TWO TOWERS, BEING THE SECOND PART OF THE LORD OF THE RINGS, di J.R.R. Tolkien, edizione corretta, illustrazioni dell’ autore,   352 pp., 22.0 x 14.2 cm., Houghton Mifflin  Company,  Boston.


1987, THE FELLOWSHIP OF THE RING, BEING THE FIRST PART OF THE LORD OF THE RINGS, di J.R.R. Tolkien, edizione corretta, illustrazioni dell’ autore,  viii, 424 pp. , 21.9 x 14.1 cm.,  Houghton Mifflin  Company,  Boston


1987, THE HOBBIT or There and Back  Again, di J.R.R. Tolkien, edizione del cinquantenario, illustrato dall’ autore, xvi, 320 pp. , 22.1 x 14.1 cm., 15.000 copie stampate, Houghton Mifflin Company,  Boston.


1987, THE LORD OF THE RINGS , di J.R.R. Tolkien, edizione da collezione con copertina rossa, riveduta con cofanetto,  illustrazioni dell’ autore, x, 1218 pp., 23.5 x 15.2, Houghton Mifflin  Company,  Boston.


1987, THE LOST ROAD AND OTHER WRITINGS, di J.R.R. Tolkien, edito da Christopher Tolkien, illustrato,  viii, 456 pp. , 22.1 x 14.2 cm., 15.000 copie stampate, Houghton Mifflin  Company,  Boston.


1987, THE RETURN OF THE KING , BEING THE THIRD PART OF THE LORD OF THE RINGS, di J.R.R. Tolkien, edizione corretta, illustrazioni dell’ autore,   440 pp. , 22.1 x 14.2 cm., Houghton Mifflin  Company,  Boston.


1987, THE J.R.R. TOLKIEN CALENDAR, disegni di Ted Nasmith, John Howe, Roger Garland eAlan Lee, Ballantine Books, New York.