Failtè

FAILTE'

lunedì 26 novembre 2012

CITAZIONE DELLA SETTIMANA: Vanagloria


«A onor del vero, più si diventa vecchi e più ci si accorge che Aristotele e gli altri filosofi antichi erano dei veri saggi; io stesso, nella mia vita, ho cercato gloria e riconoscimenti, ma alla fine del mio percorso posso dichiarare, con la mano sul cuore, che non esiste nessuna gloria (neppure la stessa vita) valevole di essere acquisita e tenuta a prezzo della rinuncia alla propria dignità.».


Il signore di Ballantrae in “Il signore di Ballantrae”, di Robert. L. Stevenson, prima edizione italiana: Edizione Rosa e Ballo Editori, Milano, 1944





BIBLIOGRAFIA TOLKIENIANA XLIV PARTE


Eccoci all’appuntamento settimanale con la bibliografia. Terminato il ciclo delle opere di Tolkien, e di quelle a lui dedicate, pubblicate in Italia, e ad Oxford sino ad oggi, nonché le opere e le poesie scritte, edite, tradotte o con contributi di Tolkien pubblicate in Gran Bretagna, iniziamo oggi la bibliografia relativa alle opere e poesie scritte, edite, tradotte o con contributi di Tolkien, pubblicate negli U.S.A.
Proseguiamo con il periodo compreso tra il 1988 ed il1989.
La mia bibliografia completa (non solo Italiana) relativa al periodo dal 1966 al 2000 è inclusa nell'interessantissimo libro: "Introduzione a Tolkien" a cura di Franco Manni con illustrazioni di Lorenzo G. Daniele.
Simonelli Editore Milano http://www.simonel.com/ - ISBN 88-86792-39-5 - Pagine 492 - € 25,00
NB: La bibliografia più completa, di tutto ciò che riguarda Tolkien, viene pubblicata periodicamente sulla rivista Endore -
http://www.endore.it/, sempre a cura del nostro instancabile Franco Manni


BIBLIOGRAFIA
1988, THE TWO TOWERS, BEING THE SECOND PART OF THE LORD OF THE RINGS, edizione economica, riveduta, illustrazioni dell’ autore, 360 pp., 20.9 x 13.5 cm., 40.000 copie stampate, Houghton Mifflin Company, Boston.

1988, THE 1988 J.R.R TOLKIEN CALENDAR, immagini di Roger Garland, John Howe e Ted Nasmith, Ballantine Books, New York.

1988, THE ANNOTATED HOBBIT, edizione annotata, introduzione e note di Douglas A. Anderson, illustrato dall’ autore, xii, 340 pp. , 27.7 x 21.6 cm., 30.000 copie stampate, Houghton Mifflin Company, Boston.

1988, THE FELLOWSHIP OF THE RING, BEING THE FIRST PART OF THE LORD OF THE RINGS, edizione economica, riveduta, illustrazioni dell’ autore, viii, 424 pp. , 20.9 x 13.5 cm., 40.000 copie stampate, Houghton Mifflin Company, Boston.

1988, THE HOBBIT or There and Back Again, nuova edizione, xiv, 306 pp., 17.4 x 10.5 cm, Ballantine Books - New York.

1988, THE LAYS OF BELERIAND, edito da Christopher Tolkien, edizione economica, illustrato, vi, 394 pp. , 21.9 x 13.8 cm., 7.500 copie stampate, Houghton Mifflin Company, Boston.

1988, THE RETURN OF THE KING , BEING THE THIRD PART OF THE LORD OF THE RINGS, edizione economica, riveduta, illustrazioni dell’ autore, 456 pp. , 20.9 x 13.5 cm., 40.000 copie stampate, Houghton Mifflin Company, Boston.

1988, THE RETURN OF THE SHADOW, edito da Christopher Tolkien, illustrato da Alan Lee, x, 502 pp. , 22.1 x 14.1 cm., 20.000 copie stampate, Houghton Mifflin Company, Boston.

1988, TOLKIEN A BIOGRAPHY, edizione economica, di Humphrey Carpenter, illustrato con fotografie, xii, 292 pp. , 20.8 x 13.9 cm., 7.500 copie stampate, Houghton Mifflin Company, Boston.

1988, UNFINISHED TALES OF NUMENOR AND MIDDLE EARTH, edito da Christopher Tolkien; introduzione, commento e indice di Christopher Tolkien, xiv, 498 pp. , 17.5 x 10.5 cm., Ballantine Books - New 
York.

1988, THE J.R.R. TOLKIEN CALENDAR, disegni di Ted Nasmith, John Howe, Roger Garland e J.R.R. Tolkien, Ballantine Books, New York.

1989, A TOLKIENTREASURY: STORIES, POEMS, AND ILLUSTRATIONS CELEBRATING THE AUTOR AND HIS WORLD, contiene saggio di W.H. Auden, edito da Alida Becker, illustrazioni di Michael Green, illustrazioni a colori di Tim Kirk, 192 pp. 31 cm., Courage Books, Philadelphia, Pa.

1989, OLIPHAUNT , illustrato da Hank Hinton, 12 pp., 15 cm., Contemporary Book, Chicago.

1989, THE HOBBIT or There and Back Again, edizione economica, illustrata da Michael Hague, x, 294 pp. 25.2 x 19.7 cm., 20.000 copie stampate, Houghton Mifflin Company, Boston.

1989, THE HOBBIT, edizione a fumetti, tre volumi, illustrato da David Wenzel, adattato da Charles Dixon e Sean Deming, , Eclipse Books, Forestville, California.

1989, THE HOBBIT, edizione a fumetti, un volume, illustrato da David Wenzel, adattato da Charles Dixon e Sean Deming, , Eclipse Books, Forestville, California.

1989, THE LONELY MOUNTAIN, ristampa del poster del 1974 nel testo: “ A Tolkien Treasury, Courage Books, Philadelphia.

1989, THE TREASON OF ISENGARD, edito da Christopher Tolkien, illustrato da Alan Lee, viii, 504 pp. , 22.1 x 14.1 cm., 12.500 copie stampate, Houghton Mifflin Company, Boston.

1989, TREE AND LEAF, include il poema “ Mythopoeia “, con introduzione di Christopher Tolkien, ii, 110 pp. , 20.2 x 12.6 cm., 4000 copie stampate, Houghton Mifflin Company, Boston.

1989, THE J.R.R. TOLKIEN CALENDAR, disegni di Roger Garland, Ballantine Books, New York.


TOLKIEN IN FORMA DI HAIKU (O TANKA) – XLIV PUNTATA


Haiku

Attraverso il Portone

Con un sol balzo
e spargendo i bottoni
rivide il sole.


Thorin (2012)



QUELLO CHE MI PASSA PER LA TESTA SU TOLKIEN


Questa nuova rubrichetta si pone l'obiettivo, tra gli altri, di stimolare un po' di discussione tra i lettori del blog.
Infatti, qui, scriverò quello che mi passa per la testa ogni tanto su Tolkien, sulle sue opere o sul mondo in cui è vissuto, così, senza filtri stilistici, linguistici o moralistici e senza approfondimenti. Prevedo parecchi strafalcioni, e qualche cazzatona, ma ben vengano se stimoleranno una qualche forma di discussione, altrimenti pazienza.

Diciassette giorni alla tanto attesa uscita del film de “Lo Hobbit”. La trepidazione comincia a farsi sentire. Cosa aspettarsi dopo un anno di trailers, commenti, interviste che hanno condizionato in qualche modo la nostra attesa infocando le discussioni ed i forum.
No so dire, non so cosa aspettarmi, mi auguro di poter veder un buon film, piacevole ed evocativo, che non si pieghi troppo alle logiche hollywoodiane (anche se, a mio avviso, l'aspetto dei nani non lascia intravedere nulla di buono) e faccia onore alla penna del nostro amato professore, che, almeno nel caso dello Hobbit, ha voluto scrivere un meraviglioso racconto per ragazzi (dei suoi tempi). Un raconto pieno di significati e di pensieri profondi, perchè Tokien infondeva un po' della sua profondità in ogni cosa che scriveva, ma pur sempre un libro per ragazzi e non per teneger più o meno vampirizzati o licantropizzati dei nostri tempi. Speriamo in bene. Il giudizio è sospeso, ma ci sentiremo presto.....

Chissà cosa mi passerà per la testa domani.....

IL SIGNIFICATO DEI “LEGAMI” NELLA TERRA DI MEZZO


Di Enrico Imperatori
Pubblicato su: Endore n° 14, 2012 (www.endore.it)

Settima Parte


«Sono particolarmente fortunato ad avere un amico come te. Sento, se posso dire una cosa simile, che il nostro rapporto è simile a quello di Rohan e Gondor, e (come sai) da parte mia il patto di Eorl non sarà mai spezzato, e io continuerò sempre ad aver fiducia e a essere grato per la cortesia e la saggezza di Minas Tirith.»
Ronald Tolkien,
lettera a Rayner Unwin, 21 luglio 1967




6. LEGAMI INTESI COME ALLEANZE

In primis, nel Libro II – Capitolo II (Il consiglio di Elrond), si racconta il legame tra popoli, al fine di raggiungere un comune obiettivo, nel caso in specie il concetto di “alleanza” militare. Si narra dell'ultima alleanza tra Elfi e Uomini, quando Sauron fu sconfitto in battaglia e il suo spirito disperso.
Ma furono assaliti da Sauron di Mordor, e si unirono nell'ultima alleanza di Elfi e Uomini, e le schiere di Gil-galad e di Elendil si radunarono ad Arnor”. 1
Invece, nel Libro II – Capitolo III (L'Anello va a sud) si narra poi del legame inteso come alleanza, sempre finalizzata a raggiungere un comune obiettivo, ma non in maniera necessariamente militare. In particolare si parla di alleanze quando si costituisce la compagnia dell'Anello.
«Nove saranno i membri della Compagnia dell'Anello, ed i Nove Viandanti si opporranno ai Nove Cavalieri che sono malvagi.»”. 2
Inoltre, sempre nel Libro II si narra della (follemente) lucida richiesta di Saruman, ormai corrotto al desiderio di potere (divenuto ormai da bianco a multicolore), a Gandalf, di allearsi all'Oscuro Signore:
Ho detto noi, perché così sarà se ti unirai a me. Una nuova Potenza emerge. Inutili sarebbero contro di essa i vecchi alleati e l'antico modo d'agire. Non vi è più alcuna speranza per gli Elfi, o per i Numenoreani morenti. Questa è dunque la scelta che si offre a te, a noi: allearci alla Potenza. Sarebbe una cosa saggia, Gandalf, una via verso la speranza. La vittoria è ormai vicina, e grandi saranno le ricompense per coloro che hanno prestato aiuto. Con l'ingrandirsi della potenza anche i suoi amici fidati s'ingigantiranno; ed i Saggi, come noi, potrebbero infine riuscire a dirigerne il corso, a controllarlo”,. 3
L'inutile lusinga di una via per il potere, che Gandalf (ancora il grigio), ovviamente, non potrà e non vorrà accettare. Gandalf sa infatti leggere nelle parole adulatrici di Saruman, l'ambizione assoluta e la ricerca esclusiva del potere, e conosce che l'unico mezzo per raggiungere tale fine è l'utilizzo dell'Anello del potere, ma sa anche, fin troppo bene, che tale scelta è distruttiva e non porterà che ad un cambio della guardia nel tentativo di dominio del mondo.
Quindi di una nuova alleanza di popoli liberi, uniti contro il malvagio potere crescente, “legati” dal comune intento di guidare, aiutare e proteggere il portatore dell'Anello.
«Gli altri rappresenteranno i rimanenti Popoli Liberi della Terra: Elfi, Nani e Uomini.»”. 4
Ne Il Ritorno del Re si rinsalda l'antico legame, ovvero l'antica alleanza, tra i regni di Gondor e Rohan. Un patto di mutuo soccorso che all'alba di una nuova guerra ridiviene attuale dopo lunghi anni di pace (più o meno armata). Come vedremo non servono suggelli formali a tale alleanza, carte bollate, e riunione di gabinetto, ma la sola urgenza e necessità basta a muovere i re e i condottieri, contro il comune nemico:
Il destino del nostro tempo si deciderà lì innanzi alle mura di Minas Tirith, e se non riusciamo ad arrestare lì la marea, essa inonderà tutte le fertili pianure di Rohan, e persino in questo Forte riparato dalle colline non vi sarà salvezza». «Tetre notizie sono queste», disse Théoden, «eppure in parte previste. Ma di' a Denethor che anche se Rohan non corresse alcun pericolo, esso verrebbe tuttavia in suo aiuto.” 5


1 J.R.R. Tolkien, Il Signore degli Anelli, La Compagnia dell’Anello, Libro II – Capitolo II (Il consiglio di Elrond)
2 J.R.R. Tolkien, Il Signore degli Anelli, La Compagnia dell’Anello, Libro II – Capitolo III (L'Anello va a sud)
3 J.R.R. Tolkien, Il Signore degli Anelli, La Compagnia dell’Anello, Libro II – Capitolo II (Il consiglio di Elrond)
4 Il Signore degli Anelli, La Compagnia dell’Anello, Libro II – Capitolo III (L'Anello va a sud)
5 Il Signore degli Anelli, Il Ritorno del Re Libro V – Capitolo III (L'Adunata di Rohan)”.



sabato 10 novembre 2012

Da quando è stata resa nota la prima foto dei nani del film de "Lo Hobbit" mi sono permesso di dire che, a mio avviso, l'aspetto dei nani era troppo poco tolkieniano.
Sono entrato in pochissime discussioni pubbliche su tale tema che, come potrete immaginare, ha tenuto banco in tutti i forum e su tutti i siti specialistici con dottissime argomentazioni, perché non avevo voglia di discutere con una pletora di super esperti di nani. Gente che ha attinto pochissime informazioni dagli scritti di Tolkien e moltissime da quelle dei vari critici, autori specialisti, disegnatori e ....proprie.
In realtà Tolkien non ha mai disegnato i Nani di suo pugno e non ha scritto molto su tale razza, quantomeno sui tratti fisici, almeno non quanto ha scritto sugli elfi o sugli uomini.
Quindi, ogni uno, si è sentito in diritto ed, addirittura, ha sentito il dovere di descrivere esattamente la fisionomia precisa dei nani, legandola, con grande cognizione di causa, a complicate questioni genetiche e araldiche.
Personalmente, ritengo solo che lo Hobbit nasce come racconto per ragazzi dove i nani vengono descritti con barbe e cappucci multicolori e, quindi, pur conoscendo quanto scritto da Tolkien sui nani ne Lo Hobbit e nel Silmarillion  e pur riconoscendo la necessità di PJ di fare un film con nani accattivanti e molto glamour, personalmente non credo arriverò mai ad amarli così come sono stati proposti, perché nel mio immaginario di lettore tolkieniano, i nani, pur se coraggiosi ed eroici (tralasciamo i lati negativi che Tolkien ha inserito a profusione nei suoi scritti) de "Lo Hobbit" dovrebbero essere rustici, goffi, piccoli, brutti e, soprattutto, barbuti.
Ora concluderò con qualcosa di certamente impopolare: anche se Tolkien odiava Walt Disney e i nani di Biancaneve, nel mio immaginario i nani de Lo Hobbit sono (solo di aspetto, beninteso) molto più simili a quelli di Biancaneve che a quelli di PJ.
Credo che PJ avrebbe fatto meglio ad ispirarsi al suo Gimli e, così, avrebbe accontentato (pia illusione)  più o meno tutti.
Buona notte!




"Gandalf? Si è così che mi chiamavano, Gandalf il grigio, era quello il mio nome. Io sono Gandalf il Bianco e ritorno da voi ora al mutare della marea.
Una fase del vostro viaggio è terminata, un'altra inizia, la guerra è giunta a Rohan, dobbiamo andare a Edoras di volata . . . . . . ."


Eccomi, a quasi sette mesi dal mio ultimo accesso, torno. Quasi sette mesi è l'età della mia radiosa figlia Beatrice Yavanna Kementári e non nego che in questo periodo ho avuto altro da fare, ma adesso  rieccomi qui con rinnovato entusiasmo.

Perdonate l'uso certamente improprio della citazione di Gandalf ma mi è parsa carina.


Manca pochissimo all'uscita de "Lo Hobbit" e siamo tutti, almeno noi tolkienani doc, in fibrillazione  e frmente attesa e non potevo esimermi da riaprire anticipatamente il blog nell'attesa di postare gli inevitabili commenti al film. 

Con ciò riprenderò anche le mie rubriche storiche.

Una abbraccio a tutti!