Failtè

FAILTE'

martedì 14 febbraio 2012

IL SIGNIFICATO DEI “LEGAMI” NELLA TERRA DI MEZZO

Di Enrico Imperatori
Pubblicato su: Endore n° 14, 2012 (www.endore.it)

Prima Parte


«Sono particolarmente fortunato ad avere un amico come te. Sento, se posso dire una cosa simile, che il nostro rapporto è simile a quello di Rohan e Gondor, e (come sai) da parte mia il patto di Eorl non sarà mai spezzato, e io continuerò sempre ad aver fiducia e a essere grato per la cortesia e la saggezza di Minas Tirith.»
Ronald Tolkien,
lettera a Rayner Unwin, 21 luglio 1967



Premessa
Perché un saggio sul significato dei legami nell’opera di Tolkien: Il Signore degli Anelli? In effetti l’argomento pare ozioso e, forse, poco interessante. In realtà credo che trattare il tema dei legami, ovvero di unione, comunione, condivisione, ecc., in un contesto storico e sociale sempre più individualista, dove prevale l’egocentrismo estremo come valore “positivo” da imitare, e la divisione degli elementi come mezzo di controllo, possa essere considerato di qualche interesse.
A maggior ragione se tale aspetto viene analizzato nell’opera di Tolkien, un uomo che ha studiato, tradotto e amato profondamente, molte opere antiche, ove la figura totalmente individualista ed egocentrica, finanche megalomane, dell’eroe risultava essere assolutamente centrale, ma che, viceversa, nel suo romanzo più noto ha narrato di unioni, legami, COMPAGNIE, ed eroi che, da soli, non avrebbero ottenuto alcun risultato.
Vero è che nella cosmogonia creata da Tolkien non sono mancati esempi di eroi mitici tipicamente e tradizionalmente individualisti, ma, come vedremo nelle pagine che seguono, nella sua opera principale, la più amata, i cosiddetti legami risultano essere elementi fondamentali.
Mi rendo conto che non stiamo scoprendo nulla di nuovo, dall’impero romano, ad oggi, la strategia politica e sociale, nonché militare, più in voga e apprezzata, è sempre stata quella basata sulla locuzione latina divide et impera.
Anche Tolkien non ha resistito alla tentazione di associare tale criterio ai suoi personaggi “negativi” per eccellenza: Sauron e Saruman, ma, alle figure “positive” ha voluto accostare sentimenti e strategie basate sull’unione e sulla cooperazione anziché sull’egoismo e la divisione.
Questo particolare argomento mi è stato ispirato e mi ha subito appassionato. Un'amica insegnate, conoscendo la mia passione per Tolkien e per la sua opera mi ha chiesto alcuni spunti di lavoro in quanto la sua scuola aveva avviato un progetto sul concetto di unione, per legarlo alle celebrazioni per l’anniversario dell’Unità d’Italia. Tra i vari sinonimi di “unione”, a lei è stato assegnato: legame, ed avendo in programma scolastico l’opera di fantasia, ha pensato ad un curioso, quanto interessante, triangolo: unità d’Italia - legame – legame nell’opera di Tolkien.
E’ pacifico e del tutto ovvio che non vi può essere alcuna correlazione volontaria da parte di Tolkien tra le vicende legate all’unità d’Italia e l’opera Il Signore degli Anelli; ma è altrettanto vero che, comunque, se qualcuno vorrà trovare ad ogni costo delle analogie tra le due avventure potrà senz’altro farlo senza troppa difficoltà. E' indiscutibile, infatti, che il concetto di legame e di unità sono molto vicini e affini, seppure non si tratti esattamente di sinonimi. Quindi il citato triangolo: unità d’Italia - legame – legame nell’opera di Tolkien, può trovare senso e offrire molti spunti di riflessione.
In fondo l’unità d’Italia fu conseguita principalmente grazie a legami di vario tipo, come quelli tra persone, quelli politici, strategici, diplomatici, ecc.
Credo sia interessante citare il presidente Napolitano che, a proposito dell’unità d’Italia in un suo discorso a Genova, ha detto:
"L'Unità d'Italia fu perseguita attraverso la confluenza di diverse visioni, strategie e tattiche, la combinazione di trame diplomatiche, iniziative politiche e azioni militari, l'intreccio di componenti moderate e componenti democratico rivoluzionarie. Fu davvero una combinazione prodigiosa, che risultò vincente perché più forte delle tensioni anche aspre che l'attraversarono". 1
In fondo, se è vero che non vi è correlazione tra l’unità d’Italia ed Il Signore degli Anelli, è però altrettanto vero che non serve molta fantasia per trovare numerose analogie tra i legami che hanno portato al conseguimento dell’unità d’Italia e quelli che hanno portato al conseguimento del trionfo del bene, ovvero all’esito positivo dell’intera vicenda, ne Il Signore degli Anelli.
Anche l’unità d’Italia, quindi, come qualunque altra importante vicenda che ha comportato stravolgimenti positivi nel nostro mondo, quali, ad esempio le cadute delle grandi dittature attraverso operazioni più o meno rivoluzionarie, è comunque passata da esperienze di legami profondi, che, come vedremo, in molti casi sono parte integrante anche de Il Signore degli Anelli.
Personalmente ho trovato questa correlazione molto intrigante e, così, per gioco, ho cominciato ad approfondire il tema della presenza e dei significati dei legami ne Il Signore degli Anelli.
Non si pensi comunque che il concetto di legame sia sempre positivo nella narrazione, tutt’altro, come vedremo il filo conduttore del racconto, ovvero il legame inscindibile tra il creatore dell’Anello, i portatori dello stesso e, appunto, l’Anello del potere, è un legame assolutamente negativo di tipo morboso, coercitivo, logorante e degradante. Un legame da rifuggire, anziché incentivare. Pertanto, anche ne Il Signore degli Anelli, così come nella realtà delle nostre esistenze, vi sono legami positivi ed edificanti ed altri, viceversa, negativi e distruttivi.
Questo breve saggio, certamente non dotto, ma più che altro didascalico, non ha alcuna altra pretesa se non quella di stimolare la riflessione e, perché no, la discussione, sul tema dei legami nell'opera di Tolkien: Il Signore degli Anelli, ovvero nella nostra società.
Infatti, ne Il Signore degli Anelli ricorrono tutti i temi tipici delle nostre società cosiddette moderne, e, pertanto anche quello attualissimo delle unioni legami, piuttosto che delle divisioni.
Come è noto, i dizionari più noti riportano le seguenti definizioni per il sostantivo legame:


  • Vincolo.
  • Nesso, rapporto.
  • Relazione (affettiva, amorosa, di amicizia, di parentela, di sangue, ecc.)
Probabilmente è possibile rintracciare tali aspetti, o almeno alcuni di essi, in ogni romanzo o racconto scritto in ogni angolo del globo terrestre. Si tratta di aspetti talmente radicati nella nostra società, nelle loro accezioni positive e negative, che non potrebbe essere altrimenti, mi pare, però, che ne Il Signore degli Anelli divengano elementi fondamentali e presenti, nelle diverse forme, praticamente in ogni capitolo.
Solo per fare un esempio, il più rappresentativo, si pensi al nesso, vincolo, legame imprescindibile tra l'Anello e i suoi portatori, filo conduttore dell'intera storia.
A supporto di quanto appena affermato basti pensare che non vi sono accenni evidenti a legami di alcun tipo in soli quattro capitoli sui 22 complessivi che costituiscono il primo volume de Il Signore degli Anelli: La compagnia dell'Anello.2
Al fine di analizzare l'elemento del legame, nelle sue diverse forme, positive e negative, si è proceduto a classificarle in sette macro-gruppi, ovvero:
  • legami di affetto, amicizia, dedizione e parentela,
  • legami con l'Anello,
  • legami con la terra, la patria e la razza,
  • legami amorosi,
  • legami magici e di potere,
  • legami intesi come alleanze,
  • legami con gli animali.
Il lettore mi perdonerà l'estrema sintesi che sarò costretto ad adottare per non appesantire eccessivamente la trattazione.
Infatti, ogni singolo, particolare, legame, rintracciabile nei diversi capitoli, e le implicazioni che comporta, potrebbe essere oggetto di uno specifico ed approfondito studio, ma questo, come detto, non è lo scopo di questo saggio.
Inoltre, al fine di evitare di compilare un interminabile, e, di conseguenza, noioso elenco di citazioni e riferimenti, procederò ad analizzare in maniera particolarmente approfondita il primo volume de Il Signore degli Anelli, La Compagnia dell'Anello, indicando invece sommariamente, e limitatamente ai passi più significativi, le citazioni da: Le Due Torri e Il Ritorno del Re.
I lettori, se vorranno, potranno cimentarsi a trovare molte altre citazioni ne Il Signore degli Anelli, da me tralasciate perché sfuggite all'attenzione o perché non ritenute significative ed importanti, quanto, invece, potrebbero esserlo sembrate alla loro sensibile lettura.





1 Genova, 05/05/2010 - Intervento del Presidente Napolitano in occasione delle celebrazioni del 150° anniversario della partenza dei Mille
2 In particolare i predetti capitoli sono: Libro I: Capitolo XII– Fuga al Guado; Libro II: Capitolo VI – Lothlorien, Capitolo VIII – Addio a Lórien, Capitolo IX – Il grande fiume.

SITI INTERNET INTERESSANTI

Sito internet che contiene tutte le principali genealogie della Terra di Mezzo. Molto interessante e decisamente utile quando si leggono libri quali: Il Silmarillion o I Racconti Incompiuti, Perduti e Ritrovati.

lotrproject.com
The complete family tree of all the creatures in the Lord of the Rings and Tolkien's Middle Earth.

martedì 7 febbraio 2012

CITAZIONE DELLA SETTIMANA: Vampiresca

«Cercai opere più serie, più complete. Stavo per dichiarami vinto, quando casualmente mi capitò tra le mani una pagina di Jean-Jacques Rousseau. C'era una frase che mi colpì profondamente. “S'il y eut au monde une histoire garantie et prouvée, c'est celle des vampires; rien ne manque, rapports officiels, témoignages de personnes de qualitè, de chirurgiens , de pretrés, de juges; l'evidence est compléte” (Se mai c'è stata la mondo una storia certa e provata, quella è la storia dei vampiri; non manca nulla, i rapporti ufficiali, le testimonianze di persone attendibili, di chirurghi, di preti, di giudici; l'evidenza è completa). Forse lo era per Rousseau, ma non per me, che non avevo prove sulle quali basarmi. Il vampiro della curiosità mi succhiava il sangue: dovevo cercare, approfondire, sapere. Da allora, ho letto centinaia di volumi, ho interrogato migliaia di persone, sono stato sui luoghi della leggenda. Con un paziente lavoro di mosaico durato molti anni, ho raccolto e selezionato ogni frase, ogni notizia, ogni dettaglio. Ora, conosco la verità. E credo nei vampiri.».


Emilio de' Rossignoli in “Io credo nei vampiri”, prima edizione italiana: Luciano Ferriani Editore, Roma, 1961



BIBLIOGRAFIA TOLKIENIANA XXXVII PARTE

Eccoci all’appuntamento settimanale con la bibliografia. Terminato il ciclo delle opere di Tolkien, e di quelle a lui dedicate, pubblicate in Italia, e ad Oxford sino ad oggi, nonché le opere e le poesie scritte, edite, tradotte o con contributi di Tolkien pubblicate in Gran Bretagna, iniziamo oggi la bibliografia relativa alle opere e poesie scritte, edite, tradotte o con contributi di Tolkien, pubblicate negli U.S.A.
Iniziamo dal periodo compreso tra il 1938 ed il1965.
La mia bibliografia completa (non solo Italiana) relativa al periodo dal 1966 al 2000 è inclusa nell'interessantissimo libro: "Introduzione a Tolkien" a cura di Franco Manni con illustrazioni di Lorenzo G. Daniele.
Simonelli Editore Milano http://www.simonel.com/ - ISBN 88-86792-39-5 - Pagine 492 - € 25,00
NB: La bibliografia più completa, di tutto ciò che riguarda Tolkien, viene pubblicata periodicamente sulla rivista Endore -
http://www.endore.it/, sempre a cura del nostro instancabile Franco Manni


BIBLIOGRAFIA
1938, THE HOBBIT or There and Back Again, di J. R.R. Tolkien, illustrato dall’ autore, 147 - 312 pp., 10.5 x 14.8 cm., Houghton Mifflin Company, Boston and New York.

1950, FARMER GILES OF HAM, di J. R.R. Tolkien, decorazioni di Pauline Diana Baynes, 80 pp., 19.6 x 12.8 cm., 5000 copie stampate, Houghton Mifflin Company, Boston.
1954, THE FELLOWSHIP OF THE RING, BEING THE FIRST PART OF THE LORD OF THE RINGS, di J. R.R. Tolkien, 424 pp. , 22.2 x14.2 cm., 1500 copie importate da Allen & Unwin, Houghton Mifflin Company, Boston.

1955, THE TWO TOWERS, BEING THE SECOND PART OF THE LORD OF THE RINGS , di J. R.R. Tolkien, 352 pp., 22.0 x 14.3 cm., 1000 copie importate da Allen & Unwin, Houghton Mifflin Company, Boston.

1956, THE ANCRENE RIWLE, introduzione di J.R.R. Tolkien, xxviii, 196 pp. , 21.4 x 13.8 cm., 3000 copie stampate, William B. Eerdmans Publishing Company, Grand Rapids, Michigan.

1956, THE RETURN OF THE KING , BEING THE THIRD PART OF THE LORD OF THE RINGS, di J. R.R. Tolkien, 416 pp. , 22.2 x 14.1 cm., 5000 copie importate da Allen & Unwin, Houghton Mifflin Company, Boston.
1963, THE ADVENTURES OF TOM BOMBADIL, di J. R.R. Tolkien, illustrazioni di Pauline Baynes, 64 pp. , 22.1 x 14.0 cm., 5.000 copie stampate, Houghton Mifflin Company, Boston.

1965, THE TWO TOWERS, BEING THE SECOND PART OF THE LORD OF THE RINGS, di J. R.R. Tolkien, edizione riveduta, nuova introduzione dell’ auotore, 448 pp., 17.7 x 10.7 cm., Ballantine Books - New York.

1965, THE TWO TOWERS, di J. R.R. Tolkien, edizione economica non autorizzata, illustrazioni dell’ autore, 384 pp., 18.0 x 10.6 cm., 150.000 copie stampate, Ace Books Inc., New York.

1965, THE FELLOWSHIP OF THE RING, BEING THE FIRST PART OF THE LORD OF THE RINGS, di J. R.R. Tolkien, edizione riveduta, nuova introduzione dell’ auotore, 528 pp. , 17.8 x 10.7 cm., 125.000 copie stampate, Ballantine Books - New York.

1965, THE FELLOWSHIP OF THE RING, di J. R.R. Tolkien, edizione economica non autorizzata, illustrazioni dell’ autore, 448 pp. , 17.8 x 10.5 cm., 150.000 copie stampate, Ace Books Inc., New York.

1965, THE HOBBIT or There and Back Again, di J. R.R. Tolkien, edizione economica, 288 pp. ,17.3 x 10.7 cm.

1965, THE RETURN OF THE KING , BEING THE THIRD PART OF THE LORD OF THE RINGS, di J. R.R. Tolkien, edizione riveduta, nuova introduzione dell’ auotore, 544 pp. , 17.8 x 10.7 cm., Ballantine Books - New York.

1965, THE RETURN OF THE KING, di J. R.R. Tolkien, edizione economica non autorizzata, illustrazioni dell’ autore, 448 pp. , 17.9 x 10.5 cm., 150.000 copie stampate, Ace Books Inc., New York.

1965, TREE AND LEAF, di J. R.R. Tolkien, viii, 118 pp. , 20.6 x 13.3 cm., 4500 copie stampate, Houghton Mifflin Company, Boston.


TOLKIEN IN FORMA DI HAIKU (O TANKA) – XXXVII PUNTATA

Haiku….


Le Grandi Aquile

Grandi rapaci,
volando ratti, adombran
le schiere in guerra.

Thorin (2012)


QUELLO CHE MI PASSA PER LA TESTA SU TOLKIEN

Questa nuova rubrichetta si pone l'obiettivo, tra gli altri, di stimolare un po' di discussione tra i lettori del blog.
Infatti, qui, scriverò quello che mi passa per la testa ogni tanto su Tolkien, sulle sue opere o sul mondo in cui è vissuto, così, senza filtri stilistici, linguistici o moralistici e senza approfondimenti. Prevedo parecchi strafalcioni, e qualche cazzatona, ma ben vengano se stimoleranno una qualche forma di discussione, altrimenti pazienza.


La Via prosegue senza fine
Lungi dall'uscio dal quale parte.
Ora la Via è fuggita avanti,
Devo inseguirla ad ogni costo
Rincorrendola con piedi alati
Sin all'incrocio con una più larga
Dove si uniscono piste e sentieri.
E poi dove andrò? Nessuno lo sa.”

Mi sembra di vederlo, Tolkien, con tutti i suoi libri, i suoi studi, i suoi riconoscimenti, i suoi ammiratori, che se ne esce da casa tutto solo, e passeggia nella sua amata campagna, magari senza una meta, magari rincorrendo la via con piedi alati, magari sperando di scorgere una fata o un ent.
D'altro canto, credo che chiunque abbia amato veramente Tolkien e le sue opere abbia provato, almeno una volta, il desiderio di uscire dall'uscio e partire per dove....nessuno lo sa. Come il vecchio Bilbo, o il giovane Frodo, sperando di incontrare un elfo, sperando che la terra di mezzo sia un mondo possibile.

Chissà cosa mi passerà per la testa domani.....

NANI TRADIZIONALI E NANI TOLKIENIANI

Di Enrico Imperatori
Pubblicato su: Terra di Mezzo (Pubblicazione della Società Tolkieniana Italiana), n° 5, 1997, ANNO III – equinozio di primavera

Terza e ultima Parte e note


Tolkien non tradizionale

A questo dopo aver analizzato in modo sommario le analogie più evidenti, sorge spontaneo chiedersi dove sono riscontrabili i filtraggi ,di cui abbiamo parlato in precedenza, effettuati da Tolkien prima d'inserire questa razza nel suo mondo.
La risposta è a mio avviso evidente ed è rintracciabile in quel fatto generale, che forse costituisce la gran differenza tra la mitologia nordica e quella Tolkienana, poiché esse sono infatti molto differenti. Vi sarete accorti che le analogie individuate sono solo spunti piuttosto superficiali, dettati forse a Tolkien dalla propria pratica professionale di docente di lingue medievali, ma la creazione di Tolkien presenta invece una grande originalità rispetto ai miti nordici. Tale originalità si esplica nel fatto esso dona al suo mondo e soprattutto ai suoi personaggi uno spessore umano più vicino a noi, comportamenti e valori nei quali identificarsi per affinità. Tolkien ha preso tutte le figure delle mitologie passate, fredde, necessariamente eroiche e snaturate e le ha riscaldate rendendole appassionate, terrene e più prossime alla nostra natura pur conservandone le aspirazioni mitologiche.
Tornando ai nostri Nani, essi possiedono una gran quantità d'aspetti umani, anche se spesso portati a livelli esasperati, sono duri, testardi, orgogliosi, ma allo stesso tempo amanti della cose belle, leali, coraggiosi e pronti all'amicizia, racchiudono quindi in sé una grande umanità. Per questo motivo Tolkien li ha schierati, nei suoi scritti, contro il male. Nel Silmarillion (9) si legge:
«...alla fine Maedhros, avendo radunato tutte le forze che poteva: Elfi, Uomini e Nani, risolse di sferrare l'assalto contro Angabnd da est e da ovest,....», e ancora: «...delle forze orientali, gli ultimi a tener duro furono i Nani di Belegost, che s'acquistarono grande fama...».

Nell' appendice A del SDA(10) si legge:
«....quello che fu all'inizio della guerra fra gli Orchetti e i Nani, che fu lunga e micidiale , e combattuta per lo più in luoghi profondi sotto terra....».
Credo che Tolkien attraverso il popolo dei Nani abbia voluto evidenziare la facile corruttibilità dell'animo umano, ma anche la gran capacità di reagire e di riscattarsi. L'amore per la bellezza, per l'ingegno e per la tradizione, produce spesso in questo popolo comportamenti ossessivi, che aprono la strada alla cupidigia e all'avidità e quindi alla corruzione del loro cuore e alla loro lenta distruzione. Un esempio di questo comportamento corrotto dei Nani è evidente nel XXII capitolo del Silmarillion, quando si narra la vicenda dei Nani e della collana Nauglamír. Infatti in questa storia, essi si macchiano di un orribile delitto, che scatena una vera e propria guerra tra Elfi e Nani. In effetti, negli scritti di Tolkien più volte si presenta un comportamento simile a questo, ma quasi sempre vi è anche il riscatto con azioni valorose a altruiste. L'esempio più eclatante si può individuare nella vicenda conclusiva di Thorin, ne lo Hobbit, quando questi, prima trascina la situazione sull'orlo di una guerra a causa dell'oro, e disconosce il suo compagno d'avventura Bilbo, ma poi alla fine dimostra gran valore e potere risolutivo nella guerra contro gli Orchi e i Lupi, e in punto di morte chiede perdono a Bilbo, di cui riconosce le qualità, il valore e la buona fede. Nel capitolo XVIII de Lo Hobbit, Thorin, in punto di morte, si rivolge a Bilbo con queste parole:
«In te c'è più di quanto tu non sappia, figlio dell'Occidente cortese, Coraggio e Saggezza, in giusta misura mischiati. Se un maggior numero di noi stimasse cibo, allegria e canzoni al di sopra dei tesori d'oro, questo sarebbe un mondo più lieto. Ma triste o lieto, ora debbo lasciarlo. Addio!»
Tutti gli abitanti della Terra di Mezzo hanno un ruolo al di là di quello eroico, ed anche i Nani hanno il loro e prima che straordinari artigiani o avidi custodi di tesori favolosi, sono forse lo specchio di molteplici sentimenti umani, positivi e negativi; che proprio perché umani , non restano immobili e de-individualizzati come simboli, ma s'evolvono e si personalizzano in individualità concrete, proprio come nella vita reale. Ed è per questa ragione, diversamente da come accade per i vuoti nomi del catalogo dell' Edda, che noi ricordiamo con affetto i nomi di Thorin Scudodiquercia e di Gimli figlio di Gloin!

NOTE

  1. Trattato di poetica e di mitologia dell'islandese Snorri Sturluson (1778-1241).
  2. Breve storia di Sörli o saga di Heðinn e di Högni capp. 1.-2.
  3. Vedasi il dialogo di Alviss in Edda Kuhn; il Dialogo sull'arte poetica nell'Edda di Snorri Sturluson; l'inganno di Gylfi nell' Edda di Snorri Sturluson
  4. Iniziato da J.R.R. Tolkien nel 1917 e pubblicato nel 1977, quattro anni dopo la sua morte
  5. Dal Silmarillion: « …. Ilúvatar gli parlò; e Aulë ne udì la voce e s'azzittì. E la voce di Ilúvatar gli disse :” Perché hai fatto questo? Perché hai tentato ciò che sai trascendere il tuo parere e la tua autorità Chè tu hai avuto da me quale dono il tuo proprio essere soltanto, e null'altro; sicché le creature della tua mano e della tua mente possono vivere soltanto grazie a tale essere, muovendosi quando tu pensi di muoverle, e quando il tuo pensiero sia altrove, giacendo in ozio. É dunque questo il tuo desiderio?......». Allora Aulë rispose:« Non desideravo un siffatto dominio. Desideravo cose diverse da me, da amare e ammaestrare, si che anch'esse potessero percepire la bellezza di Eä, da te prodotta. E che cosa farò io ora, per modo che tu non sia irato con me per sempre? Come un figlio a suo padre, io ti offro queste cose, l'opera delle mani che tu hai creato. Fanne ciò che vuoi. O preferisci che io distrugga la fattura della mia presunzione?» E Aulë diede di piglio ad un grande martello per ridurre in pezzi i Nani; e pianse. Ma Ilúvatar ebbe compassione per Aulë e il suo desiderio, a cagione della sua umiltà; e i Nani si rattrappirono alla vista del martello e provarono timore, e chinarono il capo e implorarono mercé. E la voce di Ilúvatar disse ad Aulë : « Ho accettato la tua offerta fin dal primo momento. Non t'avvedi che cose hanno ora una vita propria e che parlano con voci proprie? Altrimenti non si sarebbero rannicchiate al tuo gesto ed a ogni suono della tua volontà ». Allora Aulë lasciò cadere il martello e fu lieto, e rese grazie a Ilúvatar dicendo :«Che Eru benedica il mio lavoro e lo emendi!».
  6. L'inganno di Gylfi.
  7. Annali dei Re e Governatori, Parte III-Il Popolo di Durin.
  8. Capitolo II- p.47.
  9. Capitolo XX-p.240 e 241
  10. Annali dei Re e Governatori, Parte III- Il popolo di Durin.


GRANDE NOTIZIA DA BOMPIANI

Copio tal quale questa notizia bomba che si ricava dalla bacheca facebook della casa editrice. Speriamo si avveri.

Cirdan Navigatore a Bompiani
Buongiorno, volevo sapere se c'era qualche speranza che in futuro vengano tradotti i libri della History of Middle Earth di Tolkien. Molti anni fa quando i diritti li aveva ancora la Rusconi vennero tradotti solo i primi due volumi ma agli eredi di Tolkien la traduzione non piacque e quindi i successivi non vennero mai pubblicati. Ora c'è la possibilità che si possano finalmente tradurre in futuro o è una speranza impossibile? Grazie.
      Bompiani Stiamo provvedendo a ritradurre questi libri e a riproporre anche la bibliografia più importante su Tolkien. Quest'anno pubblicheremo a fine novembre Il maestro della Terra di Mezzo di Paul Kocker, La aggiorneremo
      Cirdan Navigatore Forse non ci siamo intesi ma questi libri non sono mai stati tradotti si tratta dei 10 volumi della History of Middle Earth di Tolkien editi dal figlio successivi ai Racconti Perduti e i Racconti Ritrovati gli unici libri che furono tradotti e pubblicati qui in Italia. il Terzo è The Lays of Beleriand e poi il 4° è The Shaping of Middle Earth e così via...
      Bompiani Si, stiamo partendo appunto da quello che esisteva già ritraducendolo e poi integrando quanto mancava (la maggior parte)

domenica 29 gennaio 2012

CITAZIONE DELLA SETTIMANA: La battaglia di Camblam

«Si accese una lotta accanita, perché quasi tutti i comandanti delle due parti si batterono alla testa dei propri uomini e caddero sul campo insieme alle schiere. Tra i sostenitori di Modred morirono Cheldric, Elafio, Egbricto e Bunigno, tutti sassoni; Gillapatria, Gillamor, Gislafel e Gilario, irlandesi; e gli Scoti e i Pitti con quasi tutti i loro comandanti. Tra gli uomini di Artù morirono Olbricto re di Norvegia, Aschillio re di Danimarca, Cador Limenic, Cassibellano e molte migliaia di soldati sia britanni sia delle altre popolazioni che combattevano a fianco del re.
Rimase ferito a morte anche l'illustre Artù, che fu quindi portato sull'isola di Avalon perché le sue piaghe ricevessero le cure necessarie. Nell'anno 542 dall'incarnazione di Nostro Signore, Artù lasciò la corona al cugino Costantino, figlio di Cador duca di Cornovaglia».


Goffredo di Monmouth in “Storia dei re di Britannia”, a cura di Gabriella Agrati e Maria Letizia Magini, prima edizione italiana: Ugo Guanda Editore, Parma, 1989


BIBLIOGRAFIA TOLKIENIANA XXXVI PARTE

Eccoci all’appuntamento settimanale con la bibliografia. Terminato il ciclo delle opere di Tolkien, e di quelle a lui dedicate, pubblicate in Italia e ad Oxford sino ad oggi, ecco le nuove puntate con le opere e le poesie scritte, edite, tradotte o con contributi di Tolkien pubblicate in Gran Bretagna.
Infine le annate dal 2009 ad oggi.
La mia bibliografia completa (non solo Italiana) relativa al periodo dal 1966 al 2000 è inclusa nell'interessantissimo libro: "Introduzione a Tolkien" a cura di Franco Manni con illustrazioni di Lorenzo G. Daniele.
Simonelli Editore Milano http://www.simonel.com/ - ISBN 88-86792-39-5 - Pagine 492 - € 25,00
NB: La bibliografia più completa, di tutto ciò che riguarda Tolkien, viene pubblicata periodicamente sulla rivista Endore -
http://www.endore.it/, sempre a cura del nostro instancabile Franco Manni


BIBLIOGRAFIA
2009, The Hobbit, di J.R.R. Tolkien, 384 pp., 19.6 x 12.8 x 2.6 cm, Paperback, HarperCollinsChildren'sBooks; (Reissue) edition (2 April 2009), Londra, 2009.


2009, Letters from Father Christmas, di J. R.R. Tolkien, 160 pp., 19.8 x 13 x 1.8 cm, Paperback, HarperCollins; Reprint edition (1 Oct 2009), Londra, 2009.


2009, Tree and Leaf: Including Mythopoeia, di J. R.R. Tolkien, 176 pp., 19.6 x 12.6 x 1.6 cm, Paperback, HarperCollins (5 Mar 2009), Londra, 2009.

2009, Tales from the Perilous Realm: Roverandom and Other Classic Faery Stories, di J. R.R. Tolkien, illustrato da Alan Lee, 432 pp., 19.4 x 12.8 x 3 cm, Paperback, HarperCollins (2 April 2009), Londra, 2009.


2009, The Legend of Sigurd and Gudrún, di J. R.R. Tolkien, 384 pp., 22.4 x 14.6 x 4.2 cm, Hardcover, HarperCollins; First Edition, First Impression edition (5 May 2009), Londra, 2009.

2011, Mr Bliss, di J. R.R. Tolkien, 192 pp., 20.2 x 13.4 x 2.2 cm, Hardcover, HarperCollins (29 Sep 2011), Londra, 2011.

2011, The History of the Hobbit: One Volume Edition, di J. R.R. Tolkien e John Rateliff, 960 pp., 23 x 15.2 x 6.6 cm, Hardcover, HarperCollins; Revised Updated edition edition (27 Oct 2011), Londra, 2011.


2011, The Art of the Hobbit, di J. R.R. Tolkien, a cura di Wayne G. Hammond e Christina Scull, 128 pp., 26.6 x 26.6 x 2 cm, Hardcover, HarperCollins; 75th Anniversary Slipcased edition edition (27 Oct 2011), Londra, 2011.


2011, The Hobbit / The Lord of the Rings Box Set, di J. R.R. Tolkien, 1472 pp., 20.2 x 13.2 x 10.4 cm, Paperback, HarperCollins; 75th Anniversary edition (Reissue) edition (27 Oct 2011), Londra, 2011.



TOLKIEN IN FORMA DI HAIKU (O TANKA) – XXXVII PUNTATA

Haiku….


Il vecchio uomo salice

Pare dormiente,
primitiva radica,
che pronta afferra.

Thorin (2012)



QUELLO CHE MI PASSA PER LA TESTA SU TOLKIEN

Questa nuova rubrichetta si pone l'obiettivo, tra gli altri, di stimolare un po' di discussione tra i lettori del blog.
Infatti, qui, scriverò quello che mi passa per la testa ogni tanto su Tolkien, sulle sue opere o sul mondo in cui è vissuto, così, senza filtri stilistici, linguistici o moralistici e senza approfondimenti. Prevedo parecchi strafalcioni, e qualche cazzatona, ma ben vengano se stimoleranno una qualche forma di discussione, altrimenti pazienza.


E' da un paio di giorni che, per qualche strana ragione, mi torna in mente il personaggio cinematografico di Faramir e più ci penso più mi fa incazzare.
Ma dico, per quale ragione Jackson ha dovuto snaturare, come ha fatto, la psicologia di Faramir. Se Tolkien ha dato a Faramir una natura molto differente da quella del fratello, almeno a livello profondo, ci sarà stata pure una ragione. Per noi che crediamo che nulla di ciò che è stato creato da Tolkien, dal Silmarillion al SDA, sia frutto di casualità, la differenza tra Boromir e Faramir risulta fondamentale, sia per la bellezza dei personaggi, sia per gli esiti che le azioni dei due fratelli determinano. Allora speriamo che il ricordo dell'incazzatura dei fans di Tolkien per Faramir cinematografico, e non solo,, faccia riflettere Jackson, qualora gli venga ancora la voglia di snaturare qualche personaggio de Lo Hobbit a fini della sceneggiatura.


Chissà cosa mi passerà per la testa domani.....

NANI TRADIZIONALI E NANI TOLKIENIANI

Di Enrico Imperatori
Pubblicato su: Terra di Mezzo (Pubblicazione della Società Tolkieniana Italiana), n° 5, 1997, ANNO III – equinozio di primavera

Seconda Parte


Tolkien tradizionale
Sperando d'aver abbozzato in modo sufficiente una prima fase introduttiva, passerò ora ad analizzare quelli che sono i rapporti tra i Nani dei miti nordici e quelli degli scritti di Tolkien. Vedremo di seguito che le affinità sono abbondanti, non bisognerà però pensare- ricordo ancora- che Tolkien si sia limitato ad un lavoro di copiatura; il filtraggio naturale degli elementi del mito pagano attraverso le lenti di un cristiano ha prodotto notevoli modifiche, sia a livello folkloristico superficiale sia ad un livello più profondo ed interiore.
Nel Silmarillion(4) si può leggere la storia della creazione dei Nani; in questa vicenda, si notano le più evidenti corrispondenze. Come abbiamo visto, nel mito nordico, i Nani hanno vita nella terra e sono subito intimamente legati con il sottosuolo e con quanto ne è connesso. Inoltre sappiamo che essi ricevono forma ed intelletto dagli Dei. Anche nella creazione tolkieniana essi prendono vita nelle viscere della terra per mezzo di una divinità fabbro chiamata Aulë, che li fornisce di una forma e studia per loro una lingua apposita. Tolkien però dona spessore, rispetto al mito nordico, a tutta la vicenda della loro creazione, riportando nelle mani dell'unico artefice, Ilùvatar, il compito d'avallare l'opera di Aulë e di fornire ai Nani un intelletto. Le potenze angeliche tolkieniane infatti non potevano certo permettersi di creare, piochè questa capacità era prerogativa di Ilùvatar. Esse potevano abbellire, modificare, concludere l'opera abbozzata da Ilùvatar, ma non creare la vita , quantomeno non senza l'approvazione dell' Uno. Quindi Aulë compie un atto che trascende il suo potere , disobbedendo così ai dettami di Ilùvatar, ma di fronte all'ira del creatore, il suo atto di contrizione è così totale e la sua richiesta di perdono così toccante, che l'Uno non può fare a meno di accettarla (5). Probabilmente il fatto d'esser stati creati tra le rocce di una divinità angelica fabbro ricollegherà i Nani a tutti quegli aspetti tipici del mondo ctonio, che abbiamo visto in precedenza.
Altre importanti similarità sono riscontrabili nell'attribuzione dei nomi che Tolkien fornisce ai suoi Nani. Quasi tutti i nomi corrispondono a quelli elencati dalla Sibilla nel mito norreno dell'Edda(6) e a quelli che compaiono in molte altre saghe. Nell'Edda troviamo, tra gli altri: Nain, Bifur, Ori, Fìli, Kili, Thrȯr, Thráin, Dvalin, Bombur, Nori, Oin, Thorin, Fundin, Durin, Dori. Nel canto di Hyndia, in Hedda Kuhn, troviamo Dáinn; nel Dialogo di Fjölsviðr si trovano Óri e Dóri ed altri ancora in altre saghe. È importante notare, inoltre, che i Nani dell' Edda appartengono alla stirpe di Durin, lo stesso nome che Tolkien attribuisce al principale dei padri dei Nani creati da Aulë.
Un'altra importante affinità è collegata al regno dei morti; abbiamo visto che le mitologie Celtiche e Teutoniche consideravano i nani connessi con il regno dei morti e addirittutra credevano che potessero esserne la reincarnazione. Ora, nel Signore degli Anelli si ritrova una credenza che riguarda il loro progenitore Durin “il senzamorte”. Nell'appendice A del SDA(7) si legge: «...Egli visse così a lungo che tutti lo chiamavano Durin il Senzamorte. Eppure finalmente morì, prima che fossero finiti i Tempi Remoti, e la sua tomba si trova a Khazad-dûm; ma la sua linea non si estinse mai, e per cinque volte nacque nella sua casa un erede talmente simile al suo avo che ricevette il nome di Durin. I Nani erano in verità convinti che ognuno di questi fosse la reincarnazione del Senzamorte, essi hanno infatti molte strane storie e credenze a proposito di loro stessi e del loro destino nel mondo....».
Nel Silmarillion(8) si legge:
«...E dicono anche che i Sette Padri dei Nani ritornano per rivivere nei loro discendenti e riprendere gli antichi nomi: e ,di essi, Durin fu il più rinomato in ere successive, padre di quella stirpe massimamente amica degli Elfi, le cui dimore erano a Khazad-Dûm...».


NIZIATIVE INTERESSANTI

Notizia interessante pubblicata sulla pagina Facebook: Alla Locanda del Puledro Impennato”

CONCORSO: "ALLA LOCANDA DEL PULEDRO IMPENNATO"


DIAMO SPAZIO ALLA CREATIVITA'.
Ospiti della Locanda del Puledro Impennato, stavamo pensando di bandire un concorso, per giocare insieme e condividere, in modo diverso, la nostra passione per il mondo di Tolkien! Abbiamo pensato di dare spazio alla vostra creatività artistica: si tratta della realizzazione di un disegno! Nulla di serio e ufficiale, eh! Solo per divertirci un po' ;)

Il soggetto del disegno sarà: "Alla Locanda del Puledro Impennato", proprio come il nome di questa pagina! Come ve la immaginate? Sbizzarritevi!!!
Non è necessario essere dei grandi artisti.
Sono necessarie due cose:
- il disegno dovrà essere fatto da voi, senza scaricare niente dalla rete, sennò che gusto c'è?! ;)
- voglia di divertirsi!!!

Il disegno che riceverà il maggior numero dei vostri "Mi piace", si aggiudicherà la vittoria (non si vince nulla in concreto XD ma chi salirà sul primo gradino del podio, potrà vedere il proprio disegno come immagine profilo -per una settimana- di questa pagina!).
Le scadenze per caricare i disegni e per votare, saranno presto annunciate.

Potrete caricare i vostri disegni direttamente sulla bacheca di questa pagina; noi provvederemo ad inserire le immagini in un apposito album.